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mercoledì 28 Febbraio 2024
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“Giorgia” continua a vivere attraverso i suoi scatti

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Inaugurata al Museo della Pesca di San Feliciano, Magione, la mostra fotografica realizzata con gli scatti che Giorgia Hilay Panciarola, tragicamente scomparsa in un incidente stradale a 19 anni lo scorso 26 maggio, aveva realizzato con il suo cellulare.
A curarla il padre della giovanissima ragazza che durante la presentazione ha spiegato la difficoltà di scegliere le foto da esporre tra oltre duemila scatti.

“Ad aiutarmi in questa difficile impresa per me straziante e bellissima allo stesso momento – ha raccontato il padre di Giorgia, Fabio Panciarola –, l’amica di mia figlia Valentina Raspati. Lei che aveva visto le sue foto le aveva già consigliato di farne una mostra rilevando un occhio di artista in quegli scatti fatti con il cellulare che aveva continuato ad usare nonostante le avessi regalato una macchina semiprofessionale. Ho poi coinvolto Sandra Cancelloni, fotografa professionista, a cui Giorgia aveva chiesto dei consigli e che è stata utile per una lettura critica delle fotografie. Così, dopo il fermo dovuto alla pandemia, finalmente, siamo riusciti a realizzare questo progetto”

La mostra sia apre con delle immagini di Giorgia (in arte Hilay), realizzate probabilmente con l’autoscatto che ne mettono in evidenza la sua gioia di vivere, la creatività e la capacità di saper giocare con il suo corpo davanti all’obiettivo.
Si susseguono poi diverse sezioni che toccano i più svariati temi tra cui i viaggi, la diversità, la quotidianità, i suoi dipinti, i lavori fatti per Natale, per circa duecento foto che raccontano un mondo in cui è il particolare che fa la differenza. Quello che nessuno noterebbe, che passa inosservato e che, invece, è in grado di raccontare una storia. E Giorgia le storie le sa raccontare con scatti che sanno miscelare poesia e desiderio di andare oltre le cose perché è proprio lì dietro che si nasconde la meraviglia.

“Condividevo con mia figlia – racconta ancora Fabio Panciarola – questa passione. In casa quando era piccola avevo una camera oscura. Anche queste foto le ho stampate da solo anche se con mezzi più moderni. È stato il mio modo per averla ancora vicina e ringrazio i tanti amici che stanno organizzando eventi per ricordarla”.
All’inaugurazione sono interventi il sindaco Giacomo Chiodini e l’assessore alla cultura Vanni Ruggeri. La mostra sarà visitabile fino al 26 dicembre.

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