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martedì 21 Maggio 2024
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Ospedale di Castiglione del Lago: intervengono anche Lega e Fratelli d’Italia ma con diverse posizioni

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Sulla riorganizzazione dell’Ospedale di Castiglione del Lago (su cui nei giorni scorsi si sono espressi con preoccupazione i sindaci del comprensorio) intervengono anche i partiti di opposizione in consiglio comunale Lega e Fratelli d’Italia, ma con posizioni diverse. Le riportiamo così come sono giunte alla nostra redazione.

LEGA
“Castiglione del Lago avrà un punto di primo intervento h24, compreso il servizio di autoambulanza, oltre ad essere oggetto di investimenti per la riqualificazione della struttura e, in previsione, sede di ospedale di comunità, mantenendo invariati i servizi. Le polemiche sollevate dai sindaci del territorio del Trasimeno appaiono ancora una volta strumentali e dettate da un
ingiustificato allarmismo”. Così l’intervento dei consiglieri comunali di Castiglione del Lago della Lega Paolo Terrosi e Lorenzo Nardelli insieme al capogruppo Lega in Regione Umbria, Stefano Pastorelli. “Nella logica della riorganizzazione sanitaria e dell’efficientamento della rete ospedaliera – proseguono – non è previsto alcuno smantellamento dei servizi ai pazienti già esistenti a Castiglione del Lago. Per la struttura sono in atto lavori di riqualificazione ed ampliamento e, come specificato nella delibera di Giunta Regionale, oltre a mantenere i percorsi sanitari, quali l’emodialisi e l’attività chirurgica ambulatoriale, verrà dato un nuovo impulso alla medicina del territorio, più capillare e vicina ai bisogni del cittadino. È ovvio che un codice di elevata complessità di cura non può essere gestito in ospedali in cui non vi sia la terapia intensiva, proprio per garantire la sicurezza dei pazienti”.

“Verrà inoltre definito un punto di primo intervento h24 come stabilito dalla normativa nazionale del Ministero della Salute nelle Linee guida per progetti di sperimentazione inerenti “Modalità organizzative per garantire l’assistenza sanitaria in h 24: riduzione degli accessi impropri nelle strutture di emergenza e miglioramento della rete assistenziale territoriale”.
Nel documento è stabilito che ‘i punti di primo intervento devono garantire una prima risposta sanitaria all’Emergenza-Urgenza sul territorio ed operare, in stretto collegamento funzionale con le altre Unità Operative del DEA, sulla base di un comune codice di comportamento assistenziale per realizzare la continuità terapeutica tra il territorio e l’ambiente ospedaliero. Tutti i Punti di Primo Intervento devono afferire al D.E.A. Inoltre nei Punti di Primo Intervento non si effettuano ricoveri urgenti né si attivano Procedure di accettazione in urgenza. La loro attivazione permette, in alcuni casi, una razionalizzazione della rete dei Pronto Soccorso, riconvertendo strutture non in grado di mantenere standard elevati di prestazioni e, in alcuni casi, in particolare in zone disagiate, costituisce riferimento sanitario h 24 per la popolazione’”.

“Nessun declassamento, quindi, nessuno smantellamento di servizi come paventato dai sindaci del territorio che per altre questioni ben più gravi, vedi fallimento Comunità Montane e rischio default per i bilanci comunali, non hanno alzato un dito, mentre ora, in maniera frettolosa, intervengono sulla questione sanitaria con toni decisamente troppo allarmistici. La Governatrice Tesei e l’assessore Coletto hanno dimostrato di essere sempre aperti al dialogo e al confronto costruttivo e siamo certi non mancheranno di esserlo anche in questa occasione, nell’individuazione di un percorso utile a individuare le soluzioni migliori per il territorio del Trasimeno”.

FRATELLI D’ITALIA
Sul declassamento dell’Ospedale di Castiglione del Lago e la perdita di servizi dell’intera area del Trasimeno anche gli esponenti locali di FDI Francesca Traica, vice-coordinatrice provinciale e Capogruppo in Consiglio Comunale a Castiglione del Lago e Andrea Cappelletti, Consigliere Comunale a Città della Pieve, dicono la loro. Entrambi si dichiarano molto preoccupati per una scelta che viene inquadrata sotto la determinazione di “razionalizzazione delle risorse da parte della Regione”, ma che non tiene per nulla in considerazione le esigenze delle comunità e dei territori coinvolti. “A dire il vero”, precisa Traica, “lo smantellamento dell’Ospedale di Castiglione del Lago era iniziato nel lontano 2015, con la chiusura del punto nascita.
La politica regionale di lenta dismissione del Polo castiglionese, a vantaggio di altre strutture è, dunque, stata avviata da circa un decennio ed ora, inevitabilmente, è arrivata la doccia gelata che era nell’aria purtroppo, già da tempo, ossia il declassamento dell’Ospedale di Castiglione del Lago, ultimo presidio esistente nel territorio. È innegabile che la gestione della sanità del Trasimeno è il frutto di anni di politiche miopi che hanno marginalizzato quest’area”.

“Si è vissuto, per decenni”, aggiunge Traica, “sotto le magnifiche e progressive promesse, per lo più elettorali, della sinistra al governo della Regione, in tema di sanità del Trasimeno, in generale, e sull’Ospedale di Castiglione del Lago, in particolare, con uno sperpero di denaro pubblico senza precedenti, basti pensare ai lavori di ampliamento iniziati e mai terminati sul plesso di Castiglione del Lago dove la gru di cantiere è diventata ormai parte integrante del paesaggio accanto alla Rocca medievale”.
“Stante la prevedibilità di tale epilogo”, aggiungono Traica e Cappelletti, “nell’agosto 2020, con un’istanza indirizzata alla Presidente Tesei e all’assessore alla sanità in carica, insieme a due dossier sulle problematiche delle strutture di Castiglione del Lago e della Pieve, abbiamo cercato di sensibilizzare i vertici regionali perché venisse istituito un tavolo serio in cui si iniziasse, finalmente”, proseguono i Consiglieri di FDI, “un percorso finalizzato ad una responsabile pianificazione della sanità del Trasimeno. Il successivo monitoraggio e confronto costante con i vertici della sanità umbra non è servito ad evitare la conclusione che nessuno avrebbe voluto”.
“L’amara verità è che l’area del Trasimeno, in quanto territorio di confine, è stata e resta, anche oggi, sempre all’ultimo posto nei pensieri della politica “peruginocentrica” che determina i flussi di risorse all’interno della sanità regionale”.

Traica e Cappelletti dichiarano di essere intenzionati a continuare la propria battaglia a difesa degli interessi e delle esigenze, ciascuno, della propria comunità, avendo già chiesto ai propri vertici regionali FDI di attivarsi istituzionalmente per evitare che l’area del Trasimeno resti sprovvista totalmente di Presidio Ospedaliero e Pronto Soccorso.
“Questa nostra presa di posizione forte e pubblica”, precisano Traica e Cappelletti, “non è dettata da interessi di campanile, ma riguarda, invece, un’idea integrata dei servizi sanitari che non può prevedere, in nome del risparmio, la dequalificazione e lo smantellamento complessivo delle strutture periferiche, con conseguente inevitabile peggioramento delle condizioni dei cittadini del Lago, ma anche di quelli di tutta la regione.
A ricaduta, infatti, ulteriormente intasata sarà la già congestionata struttura del S. Maria della Misericordia”, per non parlare, concludono Traica e Cappelletti, “dell’inevitabile affluenza dei pazienti verso la Toscana e il Plesso di Nottola, con conseguente aggravio della spesa di rimborso verso la Asl Toscana sud est”, chissà se questo aspetto è stato considerato dall’assessore alla sanità.

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